Nominare per governare
Il Corporate Heritage Manager e la maturità dell’heritage d’impresa
Per lungo tempo la valorizzazione del patrimonio storico d’impresa è stata affidata all’intuizione, alla sensibilità o alla visione personale di singoli imprenditori e dirigenti. Archivi curati perché “sentiti”, collezioni preservate dall’oblio per passione, memorie trasmesse come patrimonio morale più che come funzione organizzativa. Un lavoro prezioso, ma spesso fragile, esposto alla discontinuità e privo di una forma riconoscibile.
L’istituzionalizzazione del Corporate Heritage Manager, promossa dall’azione di AICHeM – Associazione Italiana Corporate Heritage Manager, segna un passaggio decisivo: il patrimonio d’impresa entra ‘ufficialmente’ nell’organigramma aziendale come una funzione manageriale riconosciuta e responsabile. Finalmente, viene nominato e strutturato un ruolo che già operava, spesso in modo informale.
“In principio era il Verbo”. Nel pensiero occidentale, a partire dal Logos giovanneo, la parola non è semplice descrizione della realtà, ma principio che la rende possibile. Il λόγος ποιητικός (lógos poiētikós), la parola che produce definisce un’idea di linguaggio come atto fondativo. Applicata al contesto d’impresa, questa prospettiva aiuta a comprendere il senso profondo di questa istituzionalizzazione: dare un nome a una funzione non si limita a riconoscerla, bensì ne crea le condizioni di esistenza.
Tale innovazione organizzativa modifica radicalmente lo status dell’heritage all’interno dell’impresa. Non più una liability da gestire con cautela, bensì un asset strategico capace di generare valore culturale, reputazionale, relazionale e,anche, produttivo. Un patrimonio che rafforza l’identità aziendale, costruisce credibilità, dialoga con le comunità di riferimento e contribuisce a orientare il futuro dell’impresa.
Il Corporate Heritage Manager è la figura che governa questa complessità. Non solo custode, ma interprete; non solo conservatore, ma progettista. Con la sua azione dà forma e coerenza a patrimoni spesso frammentati, li rende accessibili, li attiva e li integra nelle strategie aziendali. Una ruolo trasversale, affidato a un manager specializzato, regolato da metodo, competenze e best practices, che dialoga con comunicazione, sostenibilità, inclusività, innovazione e cultura d’impresa.
Non è un caso che questo numero di MIH_News sia contraddistinto dalla collaborazione con AICHeM, alla cui esperienza e funzione è dedicata la rubrica Progetti e dalla presenza di una testimonianza di Katya Corvino, nella rubrica Meet Heritage People, responsabile di Heritage Lab e Corporate Heritage Manager di Italgas.
Il loro contributo permette di leggere l’istituzionalizzazione del Corporate Heritage Manager come un passaggio di maturità: il momento in cui l'heritage d'impresa smette di dipendere dalla visione dei singoli e inizia a essere governato professionalmente come risorsa concreta, condivisa e orientata al futuro.
