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I “ferri del mestiere”
Tecnologie
29 Gen 2026

I “ferri del mestiere”

L’ecosistema tecnologico del Corporate Heritage Manager

La nascita della figura del Corporate Heritage Manager (CHM) coincide con una fase in cui la gestione del patrimonio culturale d’impresa si confronta con un ecosistema tecnologico sempre più avanzato, nel quale l’intelligenza artificiale assume un ruolo strategico. Se la responsabilità del CHM resta eminentemente culturale, interpretativa e progettuale, le tecnologie – e in particolare l’AI – ne ampliano in modo decisivo le possibilità operative, incidendo su conservazione, accesso e comunicazione.

Un primo ambito riguarda le tecnologie applicate al patrimonio. Archivi, collezioni di prodotto, documentazione tecnica, fotografie, filmati e materiali sonori richiedono sistemi capaci di gestire complessità e quantità crescenti di dati. Software archivistici e OPAC come xDams permettono di strutturare il patrimonio secondo standard descrittivi condivisi, garantendo tutela, tracciabilità e interoperabilità. In questo contesto, l’AI interviene come strumento di supporto all’indicizzazione e all’analisi: riconoscimento di testi e immagini, suggerimento di metadati, individuazione di relazioni latenti tra i contenuti. Non sostituisce il lavoro umano, ma lo rende scalabile e più consapevole.

Le tecnologie di digitalizzazione rappresentano un secondo livello fondamentale. Laboratori di digitalizzazione, scansioni ad alta definizione, acquisizioni 3D e conversioni di archivi audiovisivi trasformano il patrimonio fisico in un insieme di dati accessibili e riutilizzabili. È su questa base che si innestano molte applicazioni di intelligenza artificiale: motori di ricerca semantici, sistemi di interrogazione evoluta e strumenti di analisi che consentono al Corporate Heritage Manager di esplorare il patrimonio non solo per oggetti isolati, ma per temi, ricorrenze, connessioni storiche. I portali di public history più avanzati si fondano proprio su questa integrazione tra archivi digitali e AI, rendendo la storia navigabile e interrogabile da pubblici diversi.

Un terzo ambito riguarda le tecnologie di accesso e mediazione intelligente. In questo campo si collocano esperienze come ArchiBot, MetaAssistant e AudioNavigator sviluppate da Made In Heritage: strumenti che utilizzano l’intelligenza artificiale per dialogare con il patrimonio. Chatbot archivistici capaci di rispondere alle domande degli utenti, assistenti virtuali che guidano la visita o l’esplorazione dei contenuti, sistemi audio che costruiscono percorsi narrativi dinamici a partire dai dati disponibili. Per il Corporate Heritage Manager, queste soluzioni aprono nuove forme di relazione: il patrimonio non è più consultato soltanto, ma “interpellato”, diventando un interlocutore attivo.

A queste si affiancano le tecnologie immersive e interattive, che trovano nell’AI un ulteriore livello di evoluzione. Realtà aumentata, virtuale e mista, integrate con sistemi intelligenti, permettono esperienze personalizzate, adattive, sensibili al comportamento e agli interessi del pubblico. Anche in questo caso, la tecnologia è un linguaggio che richiede una regia culturale attenta, capace di evitare la semplificazione o la spettacolarizzazione del contenuto storico.

Infine, le tecnologie di comunicazione completano il quadro. Piattaforme editoriali, siti web, social media e strumenti di comunicazione interna possono oggi essere alimentati da sistemi di AI che supportano la produzione, l’adattamento e la diffusione dei contenuti, mantenendo coerenza narrativa e identitaria. Il Corporate Heritage Manager è chiamato a governare anche questi processi, assicurando che l’automazione non snaturi il senso del patrimonio, ma ne rafforzi la leggibilità.

Nel loro insieme, queste tecnologie delineano un ambiente operativo complesso e potente. L’intelligenza artificiale, in particolare, non è un fine né una scorciatoia, ma un moltiplicatore di possibilità. Sta al Corporate Heritage Manager orientarla con metodo e responsabilità, affinché il patrimonio culturale d’impresa resti un bene condiviso, comprensibile e vivo, capace di generare valore nel tempo.

 

 

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