Villani 140
Anniversari
23 Oct 2026
Villani 1886–2026

140 anni. Il tempo, il mestiere, la memoria

Esiste una musa del gusto? Nell’antichità le nove Muse presiedevano alle arti e al sapere, ma nessuna aveva il compito di ispirare attraverso il palato e l’olfatto. Forse bisognerebbe inventarla. O forse è già nata a Castelnuovo Rangone, dove Villani ha chiamato MuSa il proprio Museo della Salumeria. Un nome felice: trasforma un mestiere in materia d’ispirazione e ricorda che anche un profumo, un sapore, un gesto possono custodire cultura.

Nel 1886 Costante Villani ed Ernesta Cavazzuti avviano in un piccolo stabile del paese la stagionatura dei salumi e la produzione di mortadelle e prosciutti cotti. Centoquarant’anni dopo l’impresa è ancora legata alla famiglia, giunta alla quinta generazione. Una continuità che oggi trova espressione nella guida di Giuseppe Villani, amministratore delegato, e Carlo Filippo Villani, direttore generale. Ma la sua storia non è soltanto quella di una continuità genealogica: è il racconto di come un sapere attraversi epoche diverse senza restare immobile.

Negli anni Venti Giuseppe Villani, figlio di Costante, visita le imprese americane e introduce le guidovie aeree per trasportare la carne. Più tardi l’azienda amplia la produzione, raggiunge i mercati internazionali e costruisce una rete di stabilimenti nei territori d’origine delle diverse specialità: dall’Emilia a San Daniele, fino a Langhirano. La tradizione, qui, non è una formula astratta: è una geografia di competenze, persone, materie prime e tempi di lavorazione.

A renderla visibile è il MuSa, inaugurato nel 2013 nella sede storica. Non un semplice spazio espositivo aziendale, ma un luogo di relazione, formazione e divulgazione, dove strumenti, rituali e racconti restituiscono dignità culturale all’arte salumiera. Il Museo compie un gesto importante per il Corporate Heritage: riconosce come patrimonio ciò che di solito si consuma, si trasforma, scompare. E mostra che dietro ogni prodotto ci sono mani, comunità e conoscenze da trasmettere.

Per i 140 anni Villani ha scelto di affidare questa memoria anche ai prodotti. Il prosciutto crudo Costante porta il nome del fondatore e racconta la pazienza della stagionatura nelle cantine di Langhirano; la mortadella Irma omaggia Irma Zironi, figura della seconda generazione, attraverso una ricetta che conserva gesti e lavorazioni tradizionali. Non sono soltanto nomi evocativi: sono modi concreti di far incontrare storia familiare ed esperienza del gusto.

Anche l’adesione a UICITALIA, l’Unione Imprese Centenarie Italiane, e ad AIDAF, associazione delle imprese familiari, contribuisce a dichiarare questa identità. La longevità non è vissuta come un primato isolato, ma come appartenenza a una comunità di imprese che considerano il tempo e la famiglia risorse da governare, non semplici eredità da esibire.

«I nostri prodotti non nascono per seguire il tempo. Nascono per attraversarlo», scrive Villani per l’anniversario. È una frase che potrebbe valere per tutta la sua storia. Perché il patrimonio di un’impresa non è soltanto ciò che rimane del passato: è ciò che continua a dare forma al presente. E, qualche volta, come in questo caso, ha anche un profumo e un sapore buono.

Immagine da: villanisalumi.it