Peroni 180
Anniversari
18 Set 2026
Birra Peroni 1846–2026

Quando Francesco Peroni apre la sua piccola fabbrica con birreria a Vigevano, nel 1846, l’Italia ancora non esiste. Eppure, osservati oggi, i 180 anni di Birra Peroni sembrano quasi comporre una storia parallela a quella del Paese.

Nel 1864 Francesco apre una seconda fabbrica proprio a Roma e la affida al figlio Giovanni Peroni. Nel 1870 Roma diventa capitale. Intanto l’impresa cresce, cambia sedi, tecnologie e dimensioni. Nel 1896 Cesare Peroni va in Germania per studiare la produzione a bassa fermentazione; nel 1901 la fusione con la principale fabbrica romana di ghiaccio permette di integrare produzione e distribuzione; nel 1924 apre lo stabilimento di Bari. Peroni diventa progressivamente un’impresa nazionale mentre l’Italia costruisce la propria identità industriale.

Nel dopoguerra Italia e Peroni ripartono insieme: nuovi stabilimenti, organizzazione produttiva più moderna, una rete distributiva che all’inizio degli anni Cinquanta conta oltre 400 concessionari.

Poi arriva il boom economico e la birra entra sempre più nelle abitudini degli italiani. La pubblicità ne registra e insieme ne accompagna i cambiamenti: dal ciociaretto dei primi del Novecento alla celebre “Bionda Peroni”, ideata da Armando Testa e protagonista dei Caroselli dal 1967. Nel 1963 nasce Nastro Azzurro, il cui nome richiama il primato conquistato dal transatlantico Rex nella traversata dell’Atlantico: ancora una volta un prodotto lega la propria identità a un frammento dell’immaginario italiano.

Nel frattempo Peroni diventa internazionale. Dal 2003 entra nel gruppo SABMiller e dal 2016 fa parte del gruppo giapponese Asahi. Ma è proprio qui che il Corporate Heritage mostra la propria forza: la proprietà può cambiare senza cancellare l’identità costruita in 180 anni. Oggi Peroni continua a produrre in Italia, negli stabilimenti di Roma, Bari e Padova, con la malteria di Pomezia e una filiera agricola italiana.

A custodire la profondità di questa identità sono l’Archivio Storico e il Museo Birra Peroni. L’Archivio, tutelato dal Ministero della Cultura dal 1996 è tra i primi archivi d’impresa valorizzati in Italia, conserva oltre 500 metri lineari di documenti, più di 12.000 immagini, 1.400 pellicole, pubblicità, confezioni, macchinari e oggetti. Il Museo trasforma questo patrimonio in racconto: storia industriale, prodotto, consumo e comunicazione diventano un percorso attraverso l’evoluzione del costume e della società italiana. Archivio e Museo non raccontano quindi soltanto Peroni, ma quasi due secoli di industria, consumi, linguaggi e vita quotidiana del nostro Paese.

È forse questo il significato più profondo di questo anniversario. Prima ancora di diventare una delle birre italiane più conosciute nel mondo, Peroni ha attraversato l’Italia mentre l’Italia diventava quella che conosciamo. Ecco allora che dentro ogni bottiglia troviamo 180 anni di memoria italiana.

Immagine da: archiviostorico.birraperoni.it

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