Nel cuore del distretto calzaturiero di Montebelluna, dove la calzatura sportiva e tecnica è diventata nel ‘900 uno dei pilastri produttivi del territorio, nasce nel 1938 SCARPA, acronimo di Società Calzaturieri Asolani Riuniti Pedemontana Anonima. Il progetto prende forma per iniziativa di Rupert Edward Cecil Guinness e del prevosto di Asolo Angelo Brugnoli, con l’obiettivo di riunire i migliori artigiani della pedemontana e trasformare un sapere diffuso in un’impresa organizzata. È un’idea “distrettuale”: fare sistema, prima ancora che fare prodotto.
Luigi Parisotto entra in questa storia nel 1956: dopo essere cresciuto in azienda sin da giovane ne acquisisce la guida insieme ai fratelli, orientando SCARPA verso la montagna e le calzature tecniche. Da quel momento, l’impresa evolve senza perdere il legame con il distretto: le competenze artigianali di Montebelluna, oggi valorizzate dalla Fondazione Sportsystem, sono il fondamento su cui si sviluppa l’innovazione.
Negli anni Sessanta, SCARPA si afferma con scarponi in pelle di altissima qualità, come il modello Cortina del 1968, che introduce soluzioni avanzate per l’epoca, tra impermeabilizzazione e chiusure a fibbia. Ma è tra gli anni Settanta e Ottanta che avviene la svolta più radicale. In un contesto in cui la pelle rappresenta ancora lo standard, l’azienda investe nello sviluppo di scarponi in plastica.
Il passaggio simbolico è il modello Rally del 1984, scarpone da sci alpinismo completamente in plastica: più leggero, preciso e performante. Non si tratta solo di un’innovazione di materiale, ma di un cambio di paradigma produttivo.
La plastica consente maggiore controllo nella sciata, uniformità industriale e nuove possibilità progettuali. Allo stesso tempo, richiede nuove competenze, che il distretto di Montebelluna è in grado di assorbire e sviluppare, confermandosi ecosistema produttivo unico al mondo.
Oggi, l’innovazione che ha reso possibile il salto tecnologico impone una nuova responsabilità. Con il progetto Re-Shoe, sostenuto dal programma europeo European Union LIFE Programme, SCARPA affronta il tema della fine vita del prodotto attraverso un modello industriale circolare. Il sistema si articola in più fasi: raccolta delle calzature usate, separazione dei componenti, riciclo e rigenerazione dei materiali – dalla gomma alla pelle – grazie a una filiera di partner tecnologici e accademici.
Le prime fasi del progetto sono già state completate e porteranno alla realizzazione di una nuova calzatura circolare il cui lancio sul mercato è previsto per il 2026.
Il corporate heritage di SCARPA si esprime nella continuità tra territorio, famiglia e innovazione. Dal 1938, ogni trasformazione nasce dallo stesso principio: evolvere il saper fare, interpretare il cambiamento e assumere la responsabilità del futuro. In questo equilibrio tra radici e visione, il cerchio non si chiude: si rinnova.