Loccioni
Corporate Stories
Loccioni
Le radici del futuro

Nel 1968, nelle campagne marchigiane della Vallesina, nasce Loccioni, l'impresa fondata da Enrico Loccioni, insieme a Graziella Rebichini, destinata a diventare un riferimento internazionale nei sistemi di misura e controllo. Enrico è cresciuto «sopra una stalla», in una casa senza elettricità né acqua corrente. Sceglie di non lavorare la terra come suo padre, ma anche di non abbandonarla mai. È forse in questa apparente contraddizione che si trova la chiave di una storia imprenditoriale lunga quasi sessant'anni.

Oggi Loccioni sviluppa tecnologie avanzate per l'automotive, l'energia, l'industria e la sanità. Ma il suo rapporto con il territorio conserva qualcosa delle radici contadine e della tradizione benedettina, riassunto nel principio ad meliorandum: lasciare le cose migliori di come le abbiamo trovate.

Un principio che diventa concreto nel progetto 2 km di futuro. Nel 1990 un'esondazione del fiume Esino provoca gravi danni all'impresa e al territorio. Da quell'esperienza nasce un percorso di riqualificazione delle sponde, che trasforma il fiume da minaccia a risorsa e integra sicurezza idraulica, sostenibilità ambientale e qualità degli spazi di lavoro. È anche qui che prende forma la Leaf Community, un ecosistema energetico basato su fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e gestione intelligente dell'energia.

La sostenibilità, per Loccioni, non è un'etichetta. È un'applicazione del principio aziendale misurare per migliorare. Lo dimostrano le tecnologie sviluppate per la mobilità elettrica, il riutilizzo delle batterie, l'idrogeno e la decarbonizzazione industriale. Competenze maturate nel tempo che vengono continuamente trasferite a nuove sfide.

La stessa attenzione alle persone si ritrova in Apoteca Community, rete internazionale nata dalla collaborazione con gli Ospedali Riuniti di Ancona per sviluppare la robotica ospedaliera e migliorare la sicurezza delle terapie farmacologiche.

Ma Loccioni è anche un'impresa che ha scelto di raccontare e trasmettere la propria cultura. Il libro La terra e le idee, di Mario Bartocci, ricostruisce la vicenda del fondatore e i valori che hanno dato forma all'organizzazione. Il progetto editoriale Desiderio Editore, ispirato alle Edizioni di Comunità di Adriano Olivetti, traduce questa visione in un'attività culturale.

A questa si affianca la Biblioteca d'Impresa, ospitata in una casa colonica nel cuore della Leaf Community e realizzata in collaborazione con il Comune di Maiolati Spontini. Inserita nel Servizio Bibliotecario Nazionale, raccoglie pubblicazioni dedicate alla cultura tecnica e manageriale, alla storia del territorio e alle esperienze imprenditoriali. È un luogo nel quale il rapporto tra memoria e innovazione trova una rappresentazione particolarmente efficace: come nell'arco e nella freccia, per andare lontano occorre prima tendere indietro, conoscere la storia e riconnettersi alle proprie origini. Insieme al progetto di costruzione dell'archivio storico aziendale, la Biblioteca esprime l'idea che la conoscenza sia un patrimonio da conservare, condividere e continuamente rinnovare.

C'è infine una data che distingue Loccioni da molte imprese impegnate a celebrare il proprio passato: 2068. Nell'anno del cinquantesimo anniversario, il 2018, l'azienda ha scelto di guardare ai cinquant'anni successivi. Noi siamo 2068 è il progetto che affida alle nuove generazioni la continuità di un'impresa concepita non soltanto come proprietà privata, ma come bene comune.

È forse questa la lezione più interessante del Corporate Heritage di Loccioni. La memoria non serve a custodire un'identità immobile, ma a riconoscere ciò che merita di essere trasmesso mentre tutto il resto cambia. Le tecnologie possono diventare obsolete, i mercati trasformarsi, i prodotti scomparire. Ciò che permette a un'impresa di attraversare il tempo è la capacità di conservare e rinnovare la propria cultura.

Forse è proprio questo il paradosso della memoria storica d’impresa: per andare lontano bisogna prima saper tornare indietro. Come la corda di un arco che, tendendosi nella direzione opposta, accumula l'energia necessaria a scoccare la freccia verso il futuro.