Lo sgabuzzino
Serie
27 Ott 2026
I luoghi dell'impresa. Dove il passato lavora per il futuro.

Ogni impresa possiede un luogo misconosciuto. Non compare nell'organigramma e nessuno ne rivendica con orgoglio la responsabilità. Eppure tutti sanno dove si trova.
È lo sgabuzzino.

Qui convivono, secondo criteri classificatori sconosciuti alle scienze archivistiche, il catalogo del 1984, tre cartucce di toner esauriti, un prototipo dimenticato, le decorazioni natalizie e una scatola con scritto «NON BUTTARE». 

È il luogo dove le cose non vengono conservate. Vengono messe da parte. Espressione rassicurante che significa: non sappiamo cosa farne, ma non abbiamo il coraggio di eliminarle..

Poi succede che qualcuno entra cercando il reperto A. Non lo trova. Scopre invece il fascicolo B, di cui nessuno ricordava l'esistenza, che getta una luce inattesa sulla questione C.

Signore e signori ecco a voi serendipità: quello strano fenomeno della natura che ci fa trovare qualcosa di prezioso mentre si cerca tutt'altro.

Magari abbiamo investito in tecnologie di archiviazione e sistemi di gestione documentale, e il passato decide di manifestarsi dietro un aspirapolvere, come il più banale dei lapsus aziendali. 

Castigat ridendo mores, dicevano gli antichi e il nostro riferimento non appare poi del tutto fuori luogo.  Come un lapsus, anche il Underrated Corporate Heritage può rivelare qualcosa che forse, segretamente, avremmo preferito dimenticare. Un progetto abbandonato, una decisione controversa, una persona scomparsa dai racconti ufficiali.

Questo accade soprattutto nei passaggi generazionali o di proprietà. Quando arriva una nuova guida, talvolta arriva anche la tentazione di fare piazza pulita: nuovi marchi, nuove strategie, nuovi linguaggi. Tutto deve comunicare discontinuità.

Il passato? Nello sgabuzzino, naturalmente.

Ma la memoria di un'impresa non scompare perché qualcuno ha deciso di ignorarla. Continua a vivere nelle competenze, nelle abitudini, nelle relazioni, nei prodotti e perfino nei problemi che si ripresentano.

Come un sintomo, ciò che è stato rimosso può tornare a manifestarsi. E non sempre nel momento più opportuno.

Il Corporate Heritage ci parla anche contro la nostra volontà.

Questo non significa che tutto debba essere conservato, né che ogni tradizione meriti di sopravvivere. Significa riconoscere che il passato non può essere cancellato solo perché non ci piace: va conosciuto, interpretato e gestito, nell'interesse della salute e della prosperità dell'impresa.

E’ in questa intersezione che la serendipità incontra la tecnologia. Archivi digitali, collegamenti semantici e intelligenza artificiale possono rendere più probabile l’eventualità di trovare B mentre cerchiamo A, riconoscendo relazioni con C.

Ma nessuna tecnologia può sostituire la volontà di fare i conti con la propria storia.

Perché lo sgabuzzino custodisce una lezione piuttosto seria: il passato che non vogliamo vedere non è necessariamente un passato che ha smesso di agire.

E allora, prima di proclamare l'inizio di una nuova era aziendale, forse converrebbe  “aprire quella porta”.

Non sia mai che, tra un aspirapolvere e un vecchio espositore, si trovi anche la soluzione di qualche annoso problema del presente.